Corretta potatura dell'olivo per prevenire la rogna


Come dicevamo, nella seconda metà di febbraio l'inverno comincerà a fare spazio alla primavera ed è importante in questo periodo iniziare a potare gli olivi riuscendo a capire quali rami vanno conservati e quali invece ad oggi sono diventati vecchi.

In quest’articolo quindi, parleremo inizialmente degli effetti positivi sulla fioritura dovuti al giusto periodo di potatura, ci soffermeremo successivamente sulle operazioni da eseguire dopo la potatura per bloccare eventuali infezioni di Rogna dell’olivo.

Vi siete chiesti perché ho precisato che la potatura dell’olivo deve iniziare a fine inverno individuando un periodo preciso e cioè fine febbraio?

La risposta è nelle parole induzione a fiore e differenziazione.

Per induzione a fiore s’intende la formazione di una gemma a fiore, mentre per differenziazione anatomica si intende la comparsa di strutture che indicano che morfologicamente si sta formando un abbozzo di infiorescenza, questa fase può essere collocata in un arco di tempo che va da novembre a febbraio.

La teoria sinora più accreditata sui processi che portano alla formazione della mignola risale al 1996, frutto della convergenza di risultati anatomici, biochimici e sperimentali, cui hanno contribuito diversi ricercatori, che si potrebbe sintetizzare come “teoria delle due fasi”.
Secondo questa teoria, sulle gemme laterali di un germoglio, intorno al mese di luglio, prima della pausa estiva di crescita del meristema apicale, una serie di fattori ambientali e nutrizionali dovrebbero esercitare una pre-induzione(verificabile come cambiamenti biochimici e molecolari all’interno dei tessuti della gemma), e sarebbe successivamente necessaria, a partire dall’autunno successivo, una qualche conferma alla quale concorrerebbero sia fattori ambientali sia fattori endogeni quali nutrizione equilibrata, luce e un elevato rapporto foglie/legno più foglie colpite dalla luce avrà la pianta più fiori farà.

Il giusto momento per iniziare la potatura senza ridurre la produzione delle gemme a fiore è quindi a partire da fine febbraio primi di marzo quando cioè i processi di induzione e differenziazione saranno terminati.

Concentriamoci ora sulle operazioni da eseguire subito dopo la potatura per disinfettare contemporaneamente le ferite da potatura e quelle microlesioni dovute a freddo e venti gelidi che si creano nel periodo fra Autunno e Inverno, tutte queste lesioni infatti sono veicolo di ingresso della rogna dell’olivo.

 

La Rogna (Pseudomonas savastanoi ) è un batterio mobile di forma bastoncino in grado di penetrare nei tessuti della pianta solo se sono lesionati o feriti per cause dovute a vari agenti come grandine, gelo, insetti, potature e altro. È però indispensabile la presenza dell’acqua (piogge o forti umidità) così da consentire al batterio lo spostamento nel mezzo liquido. Una volta all’interno della pianta si può diffondere seguendo la via dei vasi linfatici potendo quindi originare nuovi tumori in punti lontani dal luogo di penetrazione. Ha un periodo di incubazione variabile da uno a più mesi, a seconda delle condizioni ambientali. Si ricorda che lacv. Frantoio è molto sensibile a questa malattia, mentre Pendolino e Maurino sono naturalmente più resistenti agli attacchi del patogeno.

La fase di post-potatura è fondamentale per gestire le due vie di ingresso e cioè microlesioni e tagli di potatura.

Il percorso per la gestione della rogna prevede tre strade che hanno i seguenti nomi: KENDAL TE, DENTAMET e VITASÈVE.

Andiamo ad Analizzarle:

DENTAMET e KENDAL TE: sono prodotti contenenti rame rispettivamente 5% e 22%, ambedue applicati per via fogliare stimolano la pianta a emettere sostanze naturali di difesa con azione di stimolazione biologica di difesa nei confronti di batteri e funghi.
Per ottenere tale risultato applica al termine della potatura Dentamet e Kendal Te per via fogliare alla dose di 4 ml x 1 litro di acqua

VITASÈVE: è un prodotto che lavora in maniera indiretta sul batterio infatti il danno indotto dalla rogna consiste nell’occlusione dei vasi linfatici che porta alla morte dei rametti più fini e alla minor produzione nei rami più grandi.

 

 

Vitasève induce la pianta a produrre nuovi vasi linfatici che bypassano quelli intasati e ottimizza l’attività del cambio migliorando l’efficienza del sistema vascolare. Vitasève stimola diversi processi metabolici che favoriscono l’attività del cambio come:

  • divisione cellulare;
  • metabolismo energetico;
  • risposta allo stimolo delle auxine;
  • sintesi di cellulosa.

La corretta formazione e funzionamento del tessuto vascolare è alla base del passaggio della linfa tra apparato radicale e fogliare e consente la formazione di legno robusto ed efficiente. Utilizzato con costanza, Vitasève migliora la circolazione linfatica e la formazione di legno, riducendo la mortalità delle piante e tutelando la produzione.
Per ottenere i risultati desiderati applica in post potatura e post fioritura Vitasève per via fogliare alla dose di 3 ml x 1 litro di acqua.

 

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